27/09/08

TAVOLA III

TAVOLA III

La Chiave della Saggezza

Io, Thoth l’Atlantideo, dono la mia saggezza, la mia conoscenza ed il mio potere. Liberamente li dono ai figli degli uomini. Li dono affinché loro possano avere la saggezza per illuminare il mondo dal velo della notte. Saggezza è potere e potere è saggezza, l’uno con l’altro, perfezionando il tutto.
Non essere orgoglioso, oh uomo, per questa saggezza. Discuti con l’ignorante come con il sapiente. Se qualcuno viene da te pieno di conoscenza, ascoltalo e fai attenzione, perché la saggezza è tutto.
Non tacere quando il male è nominato, affinché la Verità, come la Luce del Sole, splenda su tutto.
Chi calpesta la Legge sarà punito, perché solo attraverso la Legge si ottiene la libertà degli uomini.
Non causare paura, perché la paura è una schiavitù, una catena che lega all’uomo l’oscurità.
Segui il tuo cuore durante la tua vita. Fai più di quanto ti è comandato.
Quando hai raggiunto la ricchezza ascolta il tuo cuore, perché questa è inutile se il cuore è stanco. Non diminuire il tempo per seguirlo. Ciò è aborrito dall’anima.
Coloro che sono guidati non si smarriranno, ma coloro che si sono persi non potranno trovare un percorso corretto.
Se vai tra gli uomini, fai in modo che per te l’Amore sia l’inizio ed il fine del cuore.
Se qualcuno viene da te per un consiglio, lascialo parlare liberamente, affinché lui possa fare la cosa per la quale è venuto da te. Se esita ad aprirti il suo cuore è perché tu, il giudice, hai sbagliato.
Non ripetere parole stravaganti e non ascoltarle, perché sono l’espressione di chi non è equilibrato. Non ripeterle, così che chi ti si trova davanti possa conoscere la saggezza.
Il Silenzio è di grande utilità. Un’abbondanza di parole non giova a nulla.
Non esaltare il tuo cuore sopra dei figli degli uomini, per timore che sia portato più in basso della polvere.
Se sei grande tra gli uomini, sii onorato per conoscenza e gentilezza.
Se cerchi di conoscere la natura di un amico, non chiedere la sua compagnia, ma trascorri un periodo da solo con lui. Discuti saggiando il suo cuore per mezzo delle sue parole e del suo contegno.
Ciò che va nella dispensa deve essere utile, e le tue cose devono essere condivise con un amico.
La conoscenza è considerata dallo sciocco come ignoranza, e le cose proficue sono per lui dolorose. Egli vive nella morte. É là il suo alimento.
L’uomo saggio lascia che il suo cuore trabocchi ma tiene silente la bocca.
Oh uomini, ascoltate la voce della saggezza, ascoltate la voce della Luce. Ci sono misteri nel Cosmo che svelati colmano il mondo con la loro Luce. Lasciate che chi vuole essere libero dalla schiavitù dell’oscurità separi dapprima il materiale dall’immateriale, il fuoco dalla terra; perché sappiate che come la terra discende alla terra, così il fuoco ascende al fuoco e diventa uno con il fuoco.
Chi riconosce il fuoco che è in sé ascenderà al fuoco eterno e dimorerà in esso eternamente.
Il Fuoco, il fuoco interiore, è la più potente di tutte le forze, perché supera tutte le cose e penetra in tutte le cose della Terra.
L’uomo sostenta sé stesso solo con quello che persiste. Così la Terra deve resistere all’uomo affinché possa esistere.
Non tutti gli occhi vedono con la stessa visuale, perché per uno l’oggetto appare in una forma e colore e ad un differente occhio in un’altra. Così anche il fuoco infinito, cambiando di colore in colore, non è mai lo stesso di giorno in giorno.
Quindi parlo io, Thoth, della mia saggezza, perché l’uomo è un fuoco che brucia luminoso attraverso la notte: mai si estingue nel velo dell’oscurità, mai si estingue nel velo della notte.
Ho scrutato con la mia saggezza nel cuore degli uomini e non li ho trovati liberi dalla schiavitù della lotta. Libera dalle fatiche il loro fuoco, oh fratello mio! Per paura questo si consuma nell’ombra della notte.
Ascolta, oh uomo, e senti questa saggezza: dove cessano nome e forma?
Solo nella coscienza, invisibile, brilla un’infinita forza di radianza. Le forme che crei con la luminosità della tua visione sono veramente gli effetti che seguono la tua causa.
L’uomo è una stella legata ad un corpo ed alla fine si libera, attraverso la sua fatica. Solo con lo sforzo e lavorando duramente al tuo estremo la stella dentro di te sboccerà a nuova vita. Per chi conosce il principio di tutte le cose, la sua stella è libera dai regni della notte.
Ricorda, oh uomo, tutto ciò che esiste è solo un’altra forma di quello che non esiste. Ogni cosa che è stata prima sta procedendo ancora in un altro essere e tu stesso non sei un’eccezione.
Osserva la Legge, perché tutto è Legge. Non cercare quello che la Legge non è, perché esiste solo nell’illusione dei sensi.
La Saggezza va da tutti i suoi figli perfino se loro si muovono già verso la saggezza.
In tutte le epoche, la Luce è stata nascosta.
Svegliati, oh uomo, e sii saggio.
Profondamente ho viaggiato nei misteri della vita, cercando ed esaminando ciò che è nascosto.
Ascolta, oh uomo, e sii saggio.
In profondità sotto la crosta della Terra, nelle Sale di Amenti, i misteri che ho visto sono celati agli uomini.
Spesso ho viaggiato attraverso il profondo passaggio nascosto, guardando la Luce che è Vita fra gli uomini. Là, sotto il Fiore della Vita sempre vivente, ho cercato nei cuori e nei segreti degli uomini. Ho scoperto che l’uomo sta crescendo ma vive nell’oscurità, la Luce del grande fuoco è nascosta nell’intimo.
Davanti ai Signori della nascosta Amenti ho imparato la saggezza che rivelo agli uomini. Loro sono i Maestri della grande Saggezza Segreta, portata dal futuro dell’infinita fine.
Sono sette, i Signori di Amenti, supremi ai Figli del Mattino, Soli dei Cicli, Maestri di Saggezza. Non sono fatti come i figli degli uomini.
Tre, Quattro, Cinque e Sei, Sette, Otto, Nove sono i titoli dei Maestri degli uomini.
Lontano dal futuro, senza forma eppure formati, sono venuti come insegnanti per i figli degli uomini. Vivono per sempre, tuttavia non del vivente, non legati alla vita ed in ogni caso liberi dalla morte. Governeranno per sempre con infinita saggezza, legati, e tuttavia non legati, alle oscure Sale della Morte. Hanno la vita in sé, tuttavia vita che non è vita. I Signori del Tutto sono liberi da ogni cosa.
Da loro derivano i Logos, i loro strumenti del potere su tutto. Grande è il loro sostegno, eppure nascosto nelle piccolezze, formati da una forma, conosciuti eppure sconosciuti.
Il Tre ha la chiave di tutta la magia nascosta, ed è il creatore delle Sale dei Morti. Emana il potere, velandolo con l’oscurità, e lega le anime dei figli dell’uomo; dirige l’oscurità, incatenando la forza dell’anima: è amministratore del negativo dei figli degli uomini.
Il Quattro è chi libera il potere. Signore di Vita per i figli degli uomini. Il suo corpo è Luce, la fiamma è il suo sostegno, liberatore di anime per i figli degli uomini.
Il Cinque è il maestro, il Signore di tutta la magia - Chiave del Verbo che risuona tra gli uomini.
Il Sei è il Signore della Luce, il sentiero nascosto, cammino delle anime per i figli degli uomini.
Il Sette è il Signore dell’immensità, maestro dello Spazio e chiave dei Tempi.
L’Otto è chi ordina il progresso: pesa e bilancia il viaggio degli uomini.
Il Nove è il padre. Ampio è il suo sostegno. Forma e cambia dall’esterno il senza forma.
Meditate sui simboli che vi do. Sono Chiavi, sebbene nascoste agli uomini.
Tendi sempre verso l’alto, oh anima del mattino. Volgi i tuoi pensieri in alto, verso la Luce e la Vita. Trova nelle chiavi dei numeri che ti ho dato, la Luce sul sentiero della vita verso la vita.
Cerca la saggezza. Volgi i pensieri al tuo intimo. Non chiudere la tua mente al Fiore della Luce.
Poni nel tuo corpo un’immagine forma-pensiero. Pensa ai numeri che ti guidano alla Vita.
Limpido è il percorso per chi ha la saggezza. Apri la porta al Regno della Luce.
Riversa davanti a te la fiamma, come un Sole del mattino. Chiudi fuori l’oscurità e vivi nel giorno.
Oh uomo, ritienili come parte del tuo essere, i Sette che sono ma non sono come sembrano. Apriti, oh uomo! Ho manifestato la mia saggezza. Segui il cammino nel modo che ho presentato.
Maestri di Saggezza, Soli del Mattino, Luce e Vita per i figli degli uomini.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola III
La Chiave della Saggezza, contiene alcuni dei precetti dati da Thoth ai barbari, ai Figli di Khem, che fu affidata loro affinché non andassero perdute le Chiavi della Luce.
La saggezza ed il potere camminano affiancate. Entrambi necessari, l’una senza l’altro è inutile ed illusoria, perché il potere non si crea senza la saggezza, e la saggezza non si ottiene solo con il potenziamento e l’uso del potere.
La persona orgogliosa non è saggia ma sciocca, perché l’orgoglio fa sì che si rifiuti l’insegnamento, poiché porta a misurare ogni cosa con il proprio livello e grado.
Il silenzio è d’oro. Parlare del male gli incanala la forza creativa e gli dà vita e realtà.
Tentare di ribellarsi alla Legge produce la Sua punizione, perché non c’è nulla senza Legge. E chi tenta di operare contro la Legge le si scontra.
La paura non deve entrarci dentro, né dobbiamo creare la paura in altri, perché è una schiavitù. Se nel nostro cuore abbiamo amabilità, allora chi ama l’armonia è attratto da noi. Se questo non avviene, allora l’altro è governato dal disordine. Cerchiamo di seguire solo gli ordini del maestro che è in noi. Non tentate di fare di più obiettivamente. La ricchezza è il mezzo per un fine, non il fine. Quando i bisogni materiali sono soddisfatti, la mente (il cuore degli antichi) deve rivolgersi verso regni superiori.
Quando si è sul percorso è necessario avere una guida. Altrimenti, ci si smarrisce tentando di trovare la via più facile.
L’amore è l’inizio e la fine del cammino, perché l’unione è riposta nell’amore: questo raccomandò Thoth ai popoli, trasmettendo gli insegnamenti di fratellanza ed unione.
La persona preoccupata che chiede un consiglio trova conforto esprimendosi. Se esita, è perché chi lo ascolta ha qualche difetto ed è scostante.
Quest’affermazione ha un gran valore. Il discorso stravagante dimostra sempre una mancanza d’equilibrio, ed è dannoso sia parlare in tale modo che ascoltare, perché molte persone possono facilmente sbilanciarsi. L’unica meta è la perfezione. Non dovete essere soddisfatti di qualsiasi cosa sia meno. È solo la mancanza di conoscenza che impedisce di penetrare il velo dietro il quale si cela la saggezza.
Il silenzio è la gran chiave per l’evoluzione. Mantieni il potere in te stesso in silenzio. Non magnificarti, perché potenzialmente gli altri hanno il tuo stesso potere. La vera grandezza non richiede auto apprezzamento. Lascia gli altri riconoscere la tua grandezza dalla tua disponibilità verso i compagni.
Ogni persona trova il riflesso della sua natura in chi ha di fronte. Quindi non ascoltare ciò che qualcuno dice su altri, ma esaminando la sua mente e la sua attitudine verso un altro compagno puoi trovarne la sua vera natura.
Se la possiedi, non negare la conoscenza a chi ne ha bisogno e chiede con ardore. Sono amici tutti quelli che seguono lo stesso cammino. Non permettere che le parole di uno sciocco ignorante ti tocchino, solo gli ignoranti sono toccati dagli ignoranti. Le vibrazioni della mente di una persona sono percettibili. Le parole non sono necessarie.
Thoth dà un insegnamento per chi è pronto, con le chiavi ed i simboli. La parte immateriale della natura umana, l’anima, deve essere separata dalla natura materiale, la carne, prima di portarsi nella Luce del Sole Cosmico.
L’anima è il fuoco, mentre la carne è simile alla terra: entrambi tornano alla propria fonte. Il fuoco interiore penetra tutti i piani in cui si manifesta il Grande Fuoco, incluso il piano materiale. La terra, essendo densa, sostenta in grado ridotto anche il fuoco dell’anima. Inoltre l’anima essendo infinita, potrebbe cambiare la terra da finita in infinita. È l’evoluzione della coscienza che permette all’occhio di vedere colore e Luce. Il fuoco infinito, sviluppandosi e cambiando eternamente, fa evolvere anche le percezioni.
L’uomo è un fuoco che si trasforma, non è mai lo stesso. Progredisce sempre, di giorno in giorno, finché si eleva sopra l’oscurità, che non cambia pur essendo ancora oscurità. Tuttavia, l’oscurità si combinerà tanto con il fuoco da cessare di essere.
Lotta, odio e paura sono il risultato dell’oscurità. La libertà dall’oscurità li elimina. Il nome e la forma, diversamente dal distacco personale, cessano di esistere nella piena Luce della coscienza risvegliata.
L’uomo apprende solo con fatica ed esperienza, perché queste sono le cause purificanti che eliminano le scorie dell’oscurità dall’anima.
La materialità non è altro che una forma inconscia di manifestazione della coscienza. Quindi in ultima analisi, materialità ed immaterialità sono uno. Niente che è materiale è fisso, si muove costantemente verso il cambiamento. Questo è il percorso dalla creazione in poi. L’uomo unisce la coscienza a questa Legge di natura.
La Legge, in ultima analisi, è tutto ciò che esiste. Tutto il resto è fantasia ed illusione che si formano nelle menti di chi non ha conoscenza.
La saggezza si ottiene solo cercando. Dovete fare il primo passo e poi andare avanti migliorando.
Le Sale della Morte, sotto le Sale del Fiore della Vita, racchiudono il riflesso delle anime degli uomini. Fu là che Thoth riuscì a leggere la storia del progresso dell’uomo dall’oscurità alla Luce. Un paradosso simile è contenuto nelle parole “portato dal futuro dell’infinita fine”. La Fiaccola Latrice dell’Insostenibile Luminosità è l’inizio e la fine di tutte le cose. Perché come originano le cose da questa, alla fine devono ritornarci, completando così il cerchio. Nella Fiaccola Latrice è concepito il compimento. Quindi il piano è conosciuto all’emanazione diretta, i Signori. I Sette sono l’appellativo dei Signori dei Cicli di là da noi, ciascuno definito dal numero del suo Ciclo, in rapporto allo I.Yoδ.
Provenienti dai cicli di là da questo, sono parte dell’essenza assoluta di ognuna di queste coscienze cosmiche. Non sono legati né alla vita né alla morte perché la loro attività è controllata direttamente da Yarkima. Quindi la loro vita non è vita di emanazioni da un ciclo cosmico, dato che non dipendono dallo spirito per la propria manifestazione.
Il Logos, termine indicativo o ragione, è un’emanazione dei Signori di ogni ciclo (ricordate sempre che c’è un Signore di questo ciclo anche se non incluso nei Sette) perché, letteralmente, è un’emanazione della nostra ragione dallo I.Yoδ. Come questo proviene da Yarkima, così loro sono la cellula centrale da cui fluisce.
Sono grandi nel sostegno perché si estendono in tutti gli spazi cosmici, eppure sono piccoli perché concentrati nella forma. Il Tre, il Signore del ciclo proprio di là da noi, è il custode di quelle cose che toccano direttamente l’umanità. È il responsabile dell’accesso del negativo, ed è attraverso il suo potere che i riflessi delle anime degli uomini furono focalizzate nelle Sale dei Morti.
Il flusso e la direzione di quella forza che conosciamo come forza della vita è controllata dal Signore del Quattro. Alcune delle forze maggiori, come la morte, sono attratte dal Quattro, un ciclo dove cessa di esistere la vita, per come noi la conosciamo. Ogni Signore ha la sua funzione, offrendo l’accesso nello spazio cosmico ai poteri che hanno sviluppato con il loro stesso progresso attraverso lo spazio. Questo discende e si trasmette con i Signori, ognuno che dà quello che ha a quelli al di sotto. Il Cinque è il guardiano del Verbo, aprendo l’ultima porta quando l’uomo è pronto. Il Sei, il Sette e l’Otto hanno in carico alcune delle strutture fisse essenziali del tempo futuro, mentre il Nove ha in carico il disordine che successivamente diventa Ordine. In un certo senso sono gli assistenti della Coscienza Cosmica, che eseguono gli aspetti necessari allo sviluppo della coscienza che questa Coscienza Cosmica non è così capace di usare.
In questi numeri si trova anche la chiave del Verbo anche se non può essere svelata: la sua acquisizione è veramente il raggiungimento di Vita e di Luce.


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TAVOLA IV


TAVOLA IV

La Nascita dello Spazio

Ascolta, oh uomo, la voce della saggezza, ascolta la voce di Thoth l’Atlantideo. Liberamente ti dono la mia saggezza raccolta dal tempo e dallo spazio di questo ciclo; maestro di misteri, Sole del mattino, vivente per sempre, un Figlio della Luce splendente di luminosità, stella del mattino, Thoth educatore degli uomini, e di Tutto.
Tanto tempo fa, nella mia infanzia, mi trovavo sotto le stelle in Atlantide, ormai da tempo sepolta, sognando i misteri al di sopra degli uomini. Poi nel mio cuore crebbe un gran desiderio di conseguire il cammino che portava alle stelle.
Anno dopo anno cercai la saggezza, cercando nuova conoscenza, seguendo la via, finché alla fine la mia Anima, in grande travaglio, ruppe le sue catene e balzò via.
Ero libero dalla schiavitù degli uomini della Terra. Libero dal mio corpo, mi proiettai nella notte.
Per me fu aperto lo spazio stellare. Fui libero dalla schiavitù della notte. Al limite dello spazio cercai la saggezza, molto di là dalla conoscenza dell’uomo finito.
Lontano nello spazio, la mia Anima viaggiò liberamente nell’infinito cerchio di Luce. Strani, ben oltre la conoscenza, erano alcuni pianeti, grandi e giganteschi, al di là dei sogni degli uomini.
Eppure trovai la Legge in tutta la sua bellezza, operante attraverso e fra loro come qui tra gli uomini. La mia anima si proiettò attraverso l’infinita bellezza, e con i miei pensieri volai lontano attraverso lo spazio.
Mi riposai su un pianeta di grande bellezza. Melodie armoniose erano diffuse nell’aria. Là c’erano forme, che si muovevano in Ordine. Erano grandi e maestose come stelle nella notte: ascendenti in armonia, in ordinato equilibrio, simboli del Cosmico, secondo la Legge.
Nel mio viaggio visitai molte stelle, molte razze di uomini nei loro mondi; alcuni che raggiungevano l’alto come stelle del mattino, altri che cadevano in basso nell’oscurità della notte.
Tutti loro si affannavano verso l’alto, raggiungendo le altezze e scandagliando le profondità, a volte muovendosi nei reami di luminosità, viventi nell’oscurità, per raggiungere la Luce.
Sappi, oh uomo, che la Luce è il tuo retaggio. Sappi che l’oscurità è solo un velo. Sigillato nel tuo cuore c’è lo splendore eterno in attesa del momento di conquistare la libertà, che aspetta di rimuovere il velo della notte.
Ho trovato chi ha conquistato l’etere. Erano liberi dallo spazio, eppure erano ancora uomini. Usando la forza che è il fondamento di TUTTE le cose, lontano nello spazio, hanno costruito un pianeta, attirato dalla forza che fluisce dal TUTTO; condensando, fondendo l’etere in forme che crescevano come volevano loro. Superando in scienza tutte le razze, potenti in saggezza, figli delle stelle.
Mi fermai molto tempo, per studiare la loro saggezza. Li vidi creare fuori dall’etere città enormi di rosa ed oro. Composto dall’elemento originario, base di tutta la materia, l’etere si proiettava lontano.
Poi lontano hanno conquistato l’etere, liberandosi dalla schiavitù della fatica; formavano nella loro mente solo una figura e prontamente la creavano, si sviluppava.
Poi avanti la mia anima accelerò attraverso il Cosmo, osservando sempre cose nuove e vecchie; imparando che l’uomo è veramente nato nello spazio, un Sole del Sole, un figlio delle stelle.
Sappi, oh uomo, qualsiasi corpo tu abiti, certamente è uno con le stelle. I vostri corpi non sono altro che pianeti ruotanti intorno ai loro soli centrali. Quando hai raggiunto la Luce di tutta la saggezza, sarai libero di splendere nell’etere, uno dei Soli che illuminano l’oscurità esterna, un essere nato nello spazio e cresciuto nella Luce. Proprio come le stelle con il tempo perdono la loro brillantezza irradiando la Luce ad una fonte più grande, così, oh uomo, la tua anima passa oltre, lasciandosi dietro l’oscurità della notte.
Sei formato dall’etere primario, colmato dalla luminosità che fluisce dalla Sorgente, legato all’etere fuso intorno, eppure sempre ardente finché alla fine sarai libero. Libera la tua fiamma dall’oscurità, vola dalla notte e sarai libero.
Ho viaggiato attraverso lo spazio-tempo, sapendo che la mia anima alla fine sarebbe stata libera ed avrei potuto perseguire la saggezza.
Finché, alla fine, passai su di un piano nascosto alla conoscenza e non conosciuto alla saggezza, estensione di là da tutto quello che conoscevamo. Ora, oh uomo, quando seppi questo, felicemente la mia anima crebbe, perché ormai ero libero.
Ascolta, tu nato nello spazio, ascolta la mia saggezza: non sai che anche tu puoi essere libero.
Ascolta ancora, oh uomo, la mia saggezza, perché ascoltandomi puoi vivere ed essere libero.
Tu terrestre non appartieni alla Terra, ma sei figlio dell’Infinita Luce Cosmica.
Non sai, oh uomo, del tuo retaggio? Non sai che sei veramente Luce? Sole del Grande Sole, quando raggiungi la saggezza diventi veramente consapevole della tua comunione con la Luce.
Ora ti do la conoscenza, la possibilità di procedere nel cammino che ho percorso, mostrandoti veramente come con il mio sforzo, ho camminato sulla via che porta alle stelle.
Ascolta, oh uomo, e sappi della tua schiavitù, sappi di come liberarti dalle fatiche. Devi levarti sopra delle tenebre, ed essere uno con la Luce ed uno con le stelle. Segui sempre il cammino della saggezza. Solo così potrai elevarti dal basso. Il destino conduce avanti ogni uomo, nelle Curve dell’Infinito TUTTO.
Sappi, uomo, che tutto lo spazio è ordinato. Solo con l’Ordine tu sarai Uno con il TUTTO.
Ordine ed equilibrio sono la Legge del Cosmo. Seguili e sarai Uno con il TUTTO.
Chi segue il cammino della saggezza deve essere aperto al Fiore della Vita, espandendo la sua coscienza oltre l’oscurità, per fluire attraverso il tempo e lo spazio nel TUTTO.
Resta profondamente in silenzio e devi prima attendere finché, infine, sarai libero dal desiderio, libero dalla voglia di parlare. Sia conquistata dal silenzio la schiavitù delle parole. Astieniti dall’alimento, finché avrai conquistato il desiderio del cibo, che è la schiavitù dell’anima.
Poi giaci nell’oscurità, chiudendo gli occhi ai raggi della Luce. Concentra la tua forza vitale nel luogo della coscienza, muovendola libera dai vincoli della notte. Poni nella tua mente l’immagine che desideri.
Visualizza il luogo che desideri vedere.
Vibra avanti ed indietro con il tuo potere.
Slega la tua anima dalla sua notte. Ardentemente devi liberarla con tutto il tuo potere, finché alla fine la tua anima sarà libera.
Molto lontano, oltre le parole, si trova la fiamma del Cosmo, sospesa in piani sconosciuti all’uomo; potente ed equilibrata, muovendosi nell’Ordine, musica di armonie, lontana di là dall’uomo. La fiamma del principio dell’Eternità del TUTTO parla con la musica, canta con i colori.
Tu sei scintilla della fiamma, oh figlio mio, ardente con il colore e vivente con la musica. Ascolta la voce e sarai libero.
La coscienza libera si fonde con il Cosmo, Uno con l’Ordine e Legge del TUTTO. Non sapevi uomo che fuori dell’oscurità la Luce ardeva, simbolo del TUTTO.
Fai questa preghiera per ottenere la saggezza. Prega per l’avvento della Luce al TUTTO.
“Oh potente Spirito della Luce che splendi nel Cosmo, attira la mia fiamma più vicina alla tua armonia. Eleva il mio fuoco fuori dell’oscurità, magnete di fuoco che è Uno con il TUTTO. Eleva la mia anima, oh tu grande e potente. Figlio della Luce, non allontanarti. Fai in modo che io abbia il potere di sciogliermi nella tua fornace: Uno con tutte le cose e tutte le cose in Uno, fuoco dello sforzo della vita ed Uno con la Mente”.
Quando libererai la tua anima dalla sua schiavitù, sappi che per te l’oscurità finirà.
Per sempre potrai cercare la saggezza nello spazio, non più legato alla catena forgiata nella carne.
Ti muoverai in alto ed in basso nell’alba come un libero bagliore, oh Anima, verso i reami della Luce.
Muoviti nell’Ordine, muoviti nell’Armonia, liberamente ti muoverai con i Figli della Luce.
Cerca e conosci la mia Chiave della Saggezza. Così, oh uomo, sarai certamente libero.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola IV
Thoth, in questa tavola, ricorda alcune sue esperienze nella ricerca della saggezza. Dà anche una precisa dimostrazione della sua maestria. La liberazione della sua anima dalle catene fu la prima proiezione della sua coscienza. Dopo aver sviluppato questo potere, Thoth fu in grado di esplorare i misteri dello spazio e del tempo. Esplorò altri pianeti ed alla fine raggiunse il ciclo interno della Luce, la prima dimensione.
Il pianeta di gran bellezza era uno dei sette pianeti che circondano la coscienza cosmica nella prima dimensione. Le forme che si muovevano in ordine erano i corpi globulari degli illuminati. Thoth andò in tutti i sistemi solari e vide i diversi gradi di evoluzione raggiunti nei pianeti più vicini e più lontani ai propri Soli. Gli uomini definiscono quelle forme di vita come attivate dalla coscienza conscia, anche se raramente la loro forma è quella umana. I conquistatori dell’etere erano gli abitanti di Antares, la stessa stirpe che venne sulla Terra in epoche passate. Avevano compreso il segreto del viaggio interplanetario secoli fa, perché erano i più illuminati del loro sistema solare. Materia e forma erano di loro dominio. E dalla Madre Universale, erano capaci di creare ogni cosa desiderassero.
Thoth imparò che l’uomo è universale, esistendo in ogni parte dello spazio ed essendo parte integrante della coscienza cosmica. La forma dell’uomo, per quanto riguardava la sua materialità, era una con la materia di base delle stelle. Come i pianeti ruotano intorno al loro sole, così il corpo materiale dell’uomo ruota intorno al suo sole centrale, l’anima. Quando qualcuno libera la sua coscienza dall’oscurità del disordine, diventa uno di quei maestri che operano sul negativo dall’esterno. Il corpo dell’uomo è formato dalla sostanza originale, la polvere cosmica, che è anche l’etere in cui i pianeti fluttuano. Risolvere i misteri dello spazio spiega le cause delle molte manifestazioni della Legge che, altrimenti, non potrebbe essere capita. Thoth sapeva che avrebbe potuto esplorare senza fine la gemma della verità, finché poi sarebbe passato al ciclo cosmico successivo. Dopo, attraverso l’eternità, avrebbe potuto perseguire la conoscenza.
L’uomo in realtà non appartiene alla Terra né è realmente materiale ma, in ultima analisi, è lo stesso fuoco divino. Thoth dà la chiave alla libertà della coscienza dal materiale, e questa libertà apre il cammino ad altri mondi e piani. Una volta ottenuta, l’uomo non è più legato, ma libero. Solo attraverso la conoscenza si consegue la capacità di liberarsi dal corpo terreno e diventare uno con la Luce.
Come lo spazio è predisposto a seguire la Legge, così anche l’uomo deve generare ordine per elevarsi dal suo stesso essere. Quando l’ordine e l’armonia di tutte le parti del suo essere sono perfetti, allora non è più legato al piano della materia. E progredendo attraverso la sua armonia con la Legge, può ascendere al piano cosmico.
Per liberare la coscienza dal corpo, la cosa migliore da fare è espandere il plesso solare, (il Fiore della Vita del corpo), e far fluire la forza vitale affinché il corpo si rivitalizzi preparando la coscienza ad andarsene, altrimenti questa ultima sarà riluttante a lasciarlo.
Poi seguirà l’isolamento dalle impressioni sensorie esterne che dovranno essere precluse in modo rapido.
Dopo che si raggiungerà il silenzio indotto dalla volontà, si dovrà concentrare la coscienza sulla pineale, e si dovrà creare l’immagine pensata o lo scenario del luogo dove si ha intenzione di andare. Allora con un intenso sforzo di volontà diretto verso le giuste curve sarete liberi dal corpo.
La coscienza cosmica, letteralmente parlando, si trova nella prima dimensione o piano. E le sue armonie ed ordini sono tali che l’uomo, mentre è ancora fisico, non può concepirne il perfetto movimento.
L’anima dell’uomo è un fuoco divino, una fiamma proiettata dal grande fuoco seppure ancora uno con esso. L’uomo è la Luce nell’oscurità, eppure separato nel potere e nell’ordine.
La vera preghiera è un ordine, ed è dedicata a stabilire un’armonia o connessione tra l’anima o coscienza e la Coscienza Cosmica.
Quando l’uomo ha completamente liberato la sua anima dal legame della materia, non è più soggetto al disordine od alla negatività, e può cercare la saggezza alla sua fonte.


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TAVOLA V

TAVOLA V

L’Abitante di Unal

Spesso sogno la perduta Atlantide, persa nei secoli che sono passati nella notte. Epoche dopo epoche è esistita in bellezza, splendente nell’oscurità della notte.
Grande nel potere, dominando il nato in Terra, Signore della Terra nei giorni di Atlantide, Re delle nazioni, Maestro di saggezza, Luce in Suntal, Custode della Via, dimorò nel suo Tempio il Maestro di Unal, Luce della Terra nei giorni di Atlantide.
Maestro, Lui, era di un ciclo di là da noi, vivente in un corpo come uno tra gli uomini. Non era come nato in terra, Egli di là da noi, Sole di un ciclo, progredito più degli uomini.
Sappi, oh uomo, che Horlet il Maestro, non fu mai un figlio degli uomini.
Lontano nel passato, quando Atlantide al principio crebbe in potenza, apparve un essere con la Chiave della Saggezza, indicando la Via della Luce a tutto.
Indicò a tutti gli uomini il cammino per la realizzazione, la Via della Luce che fluisce fra gli uomini. Dominava l’oscurità, guida dell’Anima umana in alto, verso le altezze che erano Uno con la Luce.
Egli divise i Regni in parti. Erano dieci, governati dai figli degli uomini. Su un altro, costruì un Tempio, non edificato dai figli degli uomini.
Fuori dall’Etere Egli chiamò la sua sostanza, plasmata e formata dal potere di Ytolan nelle forme che costruì con la Sua mente. Per miglia su miglia coprì l’isola. Spazio su spazio crebbe nella sua grandezza. Nera, eppure non nera ma scura come lo spazio-tempo, e profonda nel suo cuore era l’Essenza della Luce.
Rapidamente crebbe il Tempio nell’essere, plasmato e forgiato dal Verbo dell’Abitante, richiamato dal senza forma in una forma.
Egli costruì poi nel Tempio grandi stanze, e le riempì con forme richiamate dall’Etere, le colmò con la saggezza rievocata dalla Sua mente.
Egli era senza forma all’interno del Suo Tempio, eppure si era formato ad immagine degli uomini. Dimorava tra loro, eppure non era simile ma era singolare e molto diverso dai figli degli uomini.
Egli scelse poi tra la gente, i Tre che divennero la sua porta d’accesso. Egli scelse i Tre dai più sommi affinché divenissero i suoi legami con Atlantide. Loro divennero messaggeri, latori del suo consiglio per i Re dei figli degli uomini.
Egli condusse altri e gli insegnò la saggezza; insegnanti, loro, dei figli degli uomini. Li stabilì sull’isola di Undal per farne insegnanti di Luce agli uomini.
Ognuno di quelli che furono scelti così, doveva essere istruito per quindici anni. Soltanto così avrebbe capito di essere Luce per i figli degli uomini.
Così là fu edificato il Tempio, una dimora per il Maestro dell’uomo.
Io, Thoth, ho sempre cercato la saggezza, cercando nell’oscurità e nella Luce. A lungo nella mia gioventù ho percorso il sentiero, cercando sempre di apprendere nuova conoscenza. Finché dopo molte fatiche, uno dei Tre mi portò la Luce. Mi portò i comandi dell’Abitante attirandomi dall’oscurità alla Luce. Mi condusse davanti all’Abitante, in profondità nel Tempio davanti al grande Fuoco.
Là sul grande trono, osservai l’Abitante, vestito di Luce ed ardente di fuoco. Mi inginocchiai davanti a quella grande saggezza, sentendo le onde della Luce scorrermi attraverso. Udii poi la voce dell’Abitante:
“Oh oscurità, vieni alla Luce. A lungo hai cercato il cammino della Luce. Ogni anima che sulla Terra scioglie le sue catene, presto sarà resa libera dalla schiavitù della notte. Dall’oscurità ti sei levato e ti sei avvicinato di più alla Luce della tua meta. Qui dimorerai come uno dei miei figli, custode di testimonianze raccolte con la saggezza, strumento della Luce dall’aldilà. Sei pronto per fare ciò che è necessario, protettore di saggezza attraverso le ere dell’oscurità che presto verranno sui figli degli uomini. Vivi qui ed assapora tutta la saggezza. I segreti ed i misteri ti saranno svelati”.
Poi risposi, al Maestro dei Cicli, dicendo:
“Oh Luce che discendi agli uomini, dammi la tua saggezza, che io possa essere un insegnante degli uomini. Dammi la tua Luce affinché io possa essere libero”.
Mi parlò ancora, il Maestro:
“Era dopo era dovrai vivere attraverso la tua saggezza. Sì, quando su Atlantide si rovesceranno le onde dell’oceano, conserverai la Luce, anche se nascosta nell’oscurità, pronta a manifestarsi quando tu la invocherai. Ora và, ed impara la grande saggezza. Cresci attraverso la Luce dell’Infinito TUTTO”.
Poi a lungo dimorai nel Tempio dell’Abitante finché alla fine fui Uno con la Luce.
Seguii poi il percorso verso i piani stellari e continuai il cammino verso la Luce. Profondo nel cuore della Terra seguii il sentiero, imparai i segreti, sotto come sopra; imparai il sentiero alle Sale di Amenti; apprendendo la Legge che equilibra il mondo. Nelle camere nascoste della Terra penetrai con la mia saggezza, profonde attraverso la crosta della Terra, nel percorso nascosto per ere ai figli degli uomini. Svelatomi davanti, acquisii più saggezza finché raggiunsi una nuova conoscenza: capii che ogni cosa è parte del TUTTO, grande ed ancora più grande di tutto ciò che conosciamo. Cercai il cuore dell’Infinito attraverso le ere. In profondità e sempre più profondamente, scoprii più misteri.
Ora, quando guardo indietro attraverso le ere, so che la saggezza è senza vincoli, cresce sempre più grande attraverso le ere, Uno con l’Infinito più grande del tutto.
C’era la Luce nell’antica Atlantide. Sì, ma anche l’oscurità era nascosta nel Tutto. Così qualcuno che tra gli uomini si era elevato ai vertici cadde dalla Luce nell’oscurità.
Loro diventarono orgogliosi per la propria conoscenza, orgogliosi del loro posto tra gli uomini. Scavarono in profondità nel proibito ed aprirono la porta che conduceva in basso.
Cercarono di acquisire sempre più conoscenza ma cercando di portarla in alto dal basso.
Chi scende in basso deve avere equilibrio, altrimenti è vincolato dalla mancanza della nostra Luce. Aprirono poi, con la loro conoscenza, i percorsi proibiti all’uomo.
Nel Suo Tempio, vedendo tutto, l’Abitante stava nel Suo Agwanti, mentre la Sua Anima vagava libera per Atlantide. Egli vide gli Atlantidei, con la loro magia, aprire la porta che avrebbe portato alla Terra una grande sventura. Quindi, velocemente, la Sua Anima ritornò di nuovo nel corpo. Si levò dal Suo Agwanti. Chiamò i Tre potenti messaggeri. Diede i comandi che sconvolsero il mondo.
Rapidamente l’Abitante discese in profondità sotto la crosta della Terra alle Sale di Amenti. Quindi richiese che i Sette Signori impugnassero i poteri: cambiò l’equilibrio della Terra. Ed Atlantide s’inabissò sotto le onde oscure.
Fu distrutta l’apertura che era stata aperta; fu distrutta la porta che portava in basso.
Tutte le isole furono distrutte tranne Unal, e parte dell’isola dei figli dell’Abitante. Egli li preservò perché fossero insegnanti, Luci sul cammino di quelli che sarebbero venuti dopo, Luci per i più piccoli figli degli uomini.
Poi Egli chiamò me, Thoth, davanti a sé, e mi diede gli ordini per tutto quello che dovevo fare, dicendo:
“Prendi, oh Thoth, tutta la tua saggezza. Raccogli tutte le tue testimonianze. Prendi tutta la tua magia. Vai avanti come insegnante degli uomini. Vai avanti preservando le testimonianze affinché nel tempo la Luce cresca tra gli uomini. Sarai Luce attraverso i secoli, nascosto seppure rintracciabile dagli uomini illuminati. Su tutta la Terra, NOI ti diamo il potere e la libertà a tua volta di darlo o toglierlo. Raduna ora i figli di Atlantide. Prendili e fuggi verso il popolo delle caverne di roccia. Vola verso la terra dei figli di Khem”.
Allora radunai i figli di Atlantide. Nella nave spaziale portai tutte le mie testimonianze e quelle di Atlantide inabissata. Raccolsi tutti i miei poteri, molti congegni della potente magia.
Poi ci sollevammo in alto sulle ali dell’alba.
Alti ci sollevammo sul Tempio, lasciandoci dietro i Tre e l’Abitante, in profondità nelle Sale sotto il Tempio.
Giù sotto le onde s’inabissò il grande Tempio, chiudendo il sentiero verso i Signori dei Cicli.
Eppure per sempre, a chi ha la conoscenza, sarà aperto il percorso ad Amenti.
Veloci fuggimmo sulle ali del mattino verso la terra dei figli di Khem. Là con il mio potere, li conquistai e li dominai. Innalzai alla Luce i figli di Khem.
In profondità sotto le rocce occultai la mia nave spaziale, aspettando il tempo in cui l’uomo sarebbe stato libero. Sopra la nave spaziale, eressi un emblema con la forma di un leone seppure simile all’uomo. Là, sotto la figura, riposa la mia nave spaziale, che sarà portata fuori quando si presenterà la necessità.
Sappi, oh uomo, che nel lontano futuro gli invasori verranno fuori del profondo. Allora dovrai svegliarti, tu che possiedi la saggezza. Dovrai fare avanzare la mia nave e conquisterai con facilità.
In profondità sotto la figura giace il mio segreto. Cerca e trova nella Piramide che ho edificato.
Ognuna dell’altra è la Pietra chiave; ognuna l’entrata che conduce alla Vita. Segui la Chiave che ho lasciato dietro di me. Cerca, e la porta alla Vita sarà tua. Cerca nella mia Piramide, in profondità nel passaggio che termina con un muro. Usa la Chiave dei Sette, ed a te sarà aperto il passaggio verso il basso.
Adesso ti ho dato la mia saggezza. Ora ti ho indicato la mia via. Segui il percorso. Chiarisci i miei segreti. Ti ho indicato la via.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola V
Questa tavola è forse la più mistica, perché contiene anche informazioni finora nascoste all’uomo. Thoth contempla le glorie di Atlantide al suo apice, paragonandola al mondo che aveva intorno a quel tempo.
L’Abitante di Unal, il Maestro Horlet, era il governatore di tutta la Terra (con il potere cosmico che possedeva), anche se non interveniva nel governo delle nazioni a meno che non fosse necessario.
Horlet non era del tutto di questo ciclo, ma era un’estensione di uno dei Signori dei Cicli, manifestatosi in Terra per compiere certe funzioni necessarie: aiutare a stabilire la conoscenza e l’armonia tra gli uomini. Costituì i regni di Atlantide, dividendoli tra le razze e ponendo i più evoluti come reggenti del resto degli uomini.
Quando costruì il Tempio di Unal modellò l’etere o sostanza primaria per disporla a sua volontà, usando il potere di Ytolan per tenerla in forma. Il Tempio, quadrato, era di tre miglia di lato e di un miglio di altezza. In realtà non si trovava nello spazio tridimensionale, ma nella nona dimensione e quindi nell’oscurità. Nessun’arma dalla terza dimensione poteva danneggiarlo o perfino toccarlo, perché qualsiasi cosa lanciatavi contro si sarebbe persa nelle curve della nona dimensione. Aveva nel suo cuore l’essenza della Luce, perché là si trovava la porta d’accesso ad Amenti, dove il Fiore della Vita arde eternamente.
L’Abitante usò il Verbo per modellare la forma del Tempio. Il Verbo poi espresso come Ytolan. Nel Tempio l’Abitante creò potenti macchine di vario genere, formandole dalla materia prima ed attivandole a sua volontà. Realizzate così avrebbero funzionato per sempre, perché la volontà che forniva loro la potenza motrice è una cosa eterna.
Nel Tempio l’Abitante normalmente non si manifestava: in altre parole il corpo fisico che occupava di volta in volta rimaneva all’interno del Tempio mentre la sua coscienza era altrove.
Furono scelti Tre fra gli uomini più evoluti per essere messaggeri dell’Abitante. Egli li istruì accuratamente sul proprio compito, e tramite loro ne scelse altri che sistemò ad Undal, di fronte Unal, affinché fossero educatori e sacerdoti, scienziati e filosofi di Atlantide.
Thoth ebbe il suo primo contatto con l’Abitante tramite uno di questi messaggeri. Fu condotto al suo cospetto nel Tempio del grande fuoco. Questo fuoco non era il Fuoco della Vita, ma la radiazione causata dal raccordo dello spazio del Tempio con quello di Amenti.
Thoth fu condotto davanti all’Abitante che, seduto sul trono, rifletteva la Luce dalla porta d’accesso. A Thoth apparve letteralmente rivestito di fuoco. Egli lo informò che era stato scelto per essere il custode delle testimonianze, poiché l’Abitante poteva vedere nel futuro dell’uomo e sapeva che i cambiamenti di coscienza avrebbero portato un’onda di bassa evoluzione per la Terra. Sapeva anche che sarebbero avvenute distruzioni di zone della superficie terrestre. Così si dovevano prendere provvedimenti in modo che nulla andasse perduto. Thoth aveva avuto questo privilegio per proprio merito.
Il riferimento all’Abitante come Maestro dei Cicli è un riferimento ai cicli terra, non ai cicli cosmici. Era il custode del progresso dell’uomo da un ciclo terra all’altro. Thoth chiese di avere la saggezza per poter offrire la propria conoscenza all’uomo.
A Thoth fu data la vita eterna affinché avesse potuto portare a compimento il suo proposito. Rimase nel Tempio finché ebbe ricevuto la completa illuminazione. A Thoth fu data la conoscenza per penetrare i segreti di spazio tempo e materia, e con queste rivelazioni ebbe accesso a segreti sempre più grandi.
Negli ultimi giorni di Atlantide, la grande onda di coscienza che aveva arricchito i corpi degli uomini della Terra era passata a Venere, e la coscienza che si riversò sui corpi delle masse proveniva da Marte: questa era più materialistica della precedente.
Guardare nell’oscurità, invece che nella Luce, causò l’apertura di Yog-Sog-Thoth, la porta del ciclo inferiore. Un po’ della coscienza dell’onda precedente fu attratta dal potere materiale e penetrò nel piano: forse fu questa la parte della loro natura che li ha trattenuti dal progredire con i loro compagni.
Chi apre la porta al ciclo inferiore, deve essere un maestro, altrimenti il suo potere non può essere così equilibrato da sostenere chi va dal basso in alto.
Mentre gli uomini attuavano questo, l’Abitante era lontano dal suo corpo ed era proiettato nel luogo dove ciò stava accadendo.
Quando l’Abitante vide quello che accadeva, tornò nel suo corpo, chiamò i messaggeri e li mandò ad Atlantide, portandone alcuni ad Undal. L’Abitante poi discese ad Amenti per forzare l’apertura delle stanze nel canale attraverso il quale passa l’equilibrio della Terra. Quando attraversò la piramide di forza, vi attirò sopra il potere dei Sette e cambiò l’equilibrio della Terra da un canale all’altro, chiudendo il precedente.
Il risultante inabissamento di Atlantide distrusse l’apertura, eliminando le macchine che alteravano lo spazio avviate dagli Atlantidei.
Thoth fu chiamato dall’Abitante che gli ordinò di procedere nelle terre rimaste in superficie, radunando gli uomini di Undal e raccogliendo le testimonianze dell’antica saggezza. Fu nominato educatore e divulgatore di Luce.
Thoth raccolse le testimonianze, gli strumenti scientifici e le macchine, e con i saggi di Atlantide entrò in una nave spaziale e volò a Khem.
La potenza del motore della nave spaziale era data dall’energia estratta dal sole ed accumulata. L’elettricità è una forma di quell’energia derivata dalle emanazioni della piramide di forza.
Quando la nave spaziale partì, l’Abitante sigillò il Tempio e lo inabissò con Undal sotto le onde. Poi Egli ed i Tre andarono altrove.
Thoth arrivò in Egitto e conquistò i barbari. Quindi nascose la nave spaziale ed altri dispositivi da guerra sotto una grande roccia, che fu poi scolpita come la Sfinge: quando arriverà il momento in cui gli invasori attaccheranno la Terra dallo spazio, queste macchine saranno portate in superficie per respingerli.
Thoth dà una chiave per aprire il passaggio nascosto dalla Piramide alla Sfinge. La stessa chiave aprirà la porta della stanza che apre la via ad Amenti.


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TAVOLA VI


TAVOLA VI

La Chiave della Magia

Ascolta, oh uomo, la saggezza della magia.
Ascolta la conoscenza dei poteri dimenticati.
Tanto, tanto tempo fa, nei giorni del primo uomo, cominciò la guerra tra l’oscurità e la Luce. Gli uomini, allora come adesso, erano pieni di oscurità e di Luce; e mentre in qualcuno l’oscurità aveva il predominio, in altri la Luce riempiva l’anima.
Sì, annosa è questa guerra, l’eterna lotta tra l’oscurità e la Luce. Ardentemente è combattuta nei secoli, usando strani poteri nascosti nell’uomo.
In un luogo gli adepti sono stati colmati con la malvagità, lottando sempre contro la Luce; ma altrove ce ne sono altri che, pieni di splendore, hanno sempre sottomesso l’oscurità della notte.
In qualsiasi luogo possiate essere, in tutte le epoche ed i piani, certamente conoscerete la battaglia con la notte.
Tanti secoli fa i Soli del Mattino, discendendo, trovarono il mondo colmo con la notte. Là, in quel tempo passato, cominciò la battaglia, l’annosa lotta tra l’oscurità e la Luce.
Molti, in quei tempi, erano così pieni d’oscurità che solo fievolmente ardeva la Luce dalla notte.
Alcuni di loro erano maestri delle tenebre, e cercavano di coprire tutto con la loro oscurità: tentavano di attirare gli altri nella loro notte.
Intrepidamente gli si opponevano i maestri della luminosità: intensamente combattevano l’oscurità della notte.
I maestri delle tenebre cercavano sempre di serrare i ceppi, le catene che legavano l’uomo all’oscurità della notte. Usavano sempre la magia nera, portata all’uomo dal potere dell’oscurità; la magia che avvolgeva l’anima dell’uomo con l’oscurità.
Uniti insieme in un ordine, i Fratelli dell’Oscurità attraversarono le epoche, rivali dei figli degli uomini. Camminarono sempre segreti e nascosti, trovati ma celati per i figli degli uomini. Da sempre camminarono e lavorarono nell’oscurità, nascosti alla Luce dalle tenebre della notte.
Silenziosamente, segretamente, usarono il loro potere, rendendo schiavi e legando le anime degli uomini.
Non visti vennero e non visti andarono. L’uomo, nella sua ignoranza, chiamò Loro dal basso.
Oscura è la via che percorrono i Fratelli Neri, oscura di un’Oscurità non della notte. Viaggiando sulla Terra, loro penetrano attraverso i sogni dell’uomo. Hanno ottenuto il potere dall’Oscurità che li circonda, chiamando altri Abitanti da fuori del loro piano, in vie che sono oscure ed invisibili dall’uomo. I Fratelli Neri entrano nella mente dell’uomo. Attorno ad essa tessono il velo della loro notte. È là che, durante la sua vita, l’anima dimora in schiavitù. Legata dalla catene del velo della notte. Sono potenti nella conoscenza proibita, proibita perché è uno con la notte.
Ascolta, oh uomo, e segui il mio avvertimento: sii libero dalla schiavitù della notte. Non arrendere la tua anima ai Fratelli dell’Oscurità. Tieni sempre lo sguardo rivolto alla Luce. Non sai, oh uomo, che la tua tristezza proviene solo dal velo della notte?
Sì, oh uomo, presta attenzione al mio avvertimento: concentrati sempre verso l’alto, volgi la tua anima verso la Luce.
I Fratelli dell’Oscurità scelgono per fratelli coloro che hanno percorso il cammino della Luce. Perché sanno bene che chi ha viaggiato lontano verso il Sole nel suo percorso di Luce, ha un grande, ed ancora più grande potere di avvolgere con l’Oscurità i Figli della Luce.
Ascolta, oh uomo, chi viene da te. Ma pesa sulla bilancia se le sue parole sono di Luce, perché molti camminano nella Luminosità Oscura e non sono Figli della Luce.
È facile seguire il loro cammino, facile seguire il percorso che fanno. Ma sì, oh uomo, ascolta il mio avvertimento: la Luce giunge solo a chi si impegna. Duro è il percorso che conduce alla Saggezza, duro è il cammino che conduce alla Luce. Troverai molte pietre sul tuo cammino: molte le montagne che scalerai verso la Luce. Eppure sappi, oh uomo, chi vincerà sarà libero nel percorso di Luce. Non seguire mai i Fratelli Neri. Sii sempre un Figlio della Luce. Perché sappi, oh uomo, alla fine la Luce deve vincere, ed oscurità e notte saranno bandite.
Ascolta, oh uomo, e presta attenzione a questa saggezza: proprio come l’Oscurità, così è la Luce.
Quando l’Oscurità sarà scacciata, e tutti i veli saranno rimossi, là arderà dall’Oscurità la Luce.
Proprio come tra gli uomini esistono i Fratelli Neri, così esistono i Fratelli della Luce. Sono antagonisti dei Fratelli dell’Oscurità e cercano di liberare gli uomini dalla notte. Hanno poteri, grandi e potenti.
Conoscendo la Legge, i Fratelli della Luce obbediscono. Operano sempre in armonia ed ordine, liberando l’animo dell’uomo dalla schiavitù della notte. Segreti e nascosti, camminano anche loro. Non sono conosciuti dai figli degli uomini. Eppure sappi che camminano sempre con te, indicando la Via ai figli degli uomini. Loro hanno sempre combattuto i Fratelli Neri, conquistando e vincendo senza fine. La Luce alla fine deve essere maestra, allontanando l’oscurità della notte.
Sì, uomo, sii consapevole di questa conoscenza: accanto a te camminano i Figli della Luce. Maestri loro del potere del Sole, eppure sempre non visti, custodi degli uomini.
Aperto a tutti è il loro percorso, aperto a chi camminerà nella Luce. Liberi sono Loro dalla Scura Amenti, liberi dalle Sale dove la Vita regna suprema. Loro sono i Soli ed i Signori del Mattino, Figli della Luce splendenti tra gli uomini.
Loro sono come l’uomo, eppure dissimili. Non furono mai divisi in passato. Sono stati Uno nell’Unione eterna, dall’inizio alla fine di tutto lo spazio, sin dal principio del tempo. Si sono elevati nell’Unione con l’Uno Tutto, su dal primo spazio, formato e non formato. Hanno dato all’uomo i segreti che li difenderanno e li proteggeranno da tutto il male.
Chi percorrerà il cammino di maestro, dapprima dovrà essere libero dalla schiavitù della notte. Deve vincere il senza forma ed il confuso; deve vincere il fantasma della paura. Con la conoscenza deve trarre giovamento da tutti i segreti, e percorrere il sentiero che passa attraverso l’Oscurità, tenendo sempre davanti a sé la Luce della sua meta. Incontrerà grandi ostacoli nel percorso, ma insisterà verso la Luce del Sole.
Ascolta, oh uomo, il Sole è il simbolo della Luce che splende alla fine della tua strada.
Ora ti do i segreti: come avvicinare il potere oscuro ed incontrare e vincere la paura della notte. Solo conoscendoli puoi vincere; solo conoscendoli puoi avere la Luce.
Ora ti do la conoscenza, nota ai Maestri, la conoscenza che vince tutte le paure oscure.
Usa questo, la saggezza che ti do. Maestro tu sarai dei Fratelli della Notte.
Quando in te capita un sentimento, che ti attira più vicino alla porta oscura, esamina il tuo cuore e scopri se il sentimento che hai proviene dall’interno. Se scopri l’Oscurità nei tuoi pensieri, bandiscili dalla tua mente. Manda nel tuo corpo un’onda di vibrazione, la prima irregolare e la seconda regolare, ripetendolo volta dopo volta finché sarai libero. Inizia con l’Onda di Forza nel Centro del tuo Cervello. Dirigila in onde dalla testa ai piedi.
Ma se trovi che il tuo cuore non è oscurato, sii certo che una forza esterna è diretta a te. Solo con la conoscenza puoi vincerla. Solo con la saggezza puoi sperare di essere libero. La conoscenza conduce alla saggezza e la saggezza conduce al potere.
Raggiungila, ed avrai il potere su tutto.
Cerca prima un luogo legato all’Oscurità. Poni un cerchio intorno a te. Stai in piedi in mezzo al cerchio. Adopera questa formula e sarai libero. Alza le tue mani nello spazio oscuro davanti a te. Chiudi gli occhi e ritirati nella Luce. Chiama lo Spirito della Luce dallo Spazio Tempo, usando queste parole e sarai libero:
“Riempi il mio corpo, oh Spirito della Luce, colma il mio corpo con lo Spirito della Luce. Vieni dal Fiore che risplende nell’Oscurità. Vieni dalle Sale dove governano i Sette Signori. Li chiamo per nome, io, i Sette: Tre, Quattro, Cinque e Sei, Sette, Otto, Nove. Li chiamo con i loro nomi per aiutarmi, liberarmi e salvarmi dall’Oscurità della notte: Untanas, Quertas, Chietal, e Goyana, Huertal, Semveta, Ardal. Con i loro nomi li imploro, liberatemi dall’Oscurità e colmatemi di Luce”.
Sappi, oh uomo, che quando avrai fatto questo, sarai libero dalle catene che ti legano, eliminando la schiavitù dei Fratelli della Notte. Non vedi che i nomi hanno il potere di liberare con la vibrazione le catene che ti legano? Usali quando avrai bisogno di liberare tuo fratello così che anche lui possa uscire dalla notte.
Tu, oh uomo, sei l’aiutante di tuo fratello.
Non lasciarlo rimanere nella schiavitù della notte.
Ora a te do la mia magia.
Prendila e dimora sul sentiero di Luce.
Luce in te, Vita in te, Sole possa tu essere nel ciclo successivo.

Interpretazione di Doreal

alla Tavola VI
In questa tavola Thoth parla della magia, adottando il termine che denota l’uso di potere sviluppato nella lotta tra le forze dell’Ordine e del disordine. Questa lotta è seguita alla caduta dell’uomo nel primo ciclo, e continuerà finché la Coscienza Cosmica sarà pronta a passare attraverso Suntal.
Ci sono adepti che usano i grandi poteri del cosmo per distruggere invece che per promuovere, perché la Legge opera sia per il bene che per il male, positivo o negativo. Questi adepti che usarono la forza cosmica per distruggere, erano i Fratelli Oscuri, maghi neri che lottarono contro i Figli della Luce. Tentarono di tenere e respingere quelli che i Figli della Luce tentavano di portare verso la Luce.
La Fratellanza Nera è l’antitesi della Fratellanza Bianca: una distrugge, l’altra costruisce. La Fratellanza Nera adesso ha un’organizzazione nota come Dugpas Nera, perché gli adepti hanno i chelas come gli Adepti Bianchi. La loro organizzazione è impostata come quella della Loggia Bianca e spesso ingannano gli uomini facendogli credere di essere della Loggia Bianca. Aiutano le persone ad ottenere certe cose e poteri finché le hanno prese in trappola, poi quando non c’è via di scampo, le imprigionano. Per ottenere i loro scopi hanno specifici poteri potenziati, come aprire la settima dimensione e chiamare gli elementali. Hanno il potere di controllare la mente attraverso il trasferimento del pensiero e l’ipnosi. Così ne ottengono il controllo e la inducono al disordine. Se qualcuno si arrende alla Fratellanza Nera e firma con il suo nome nel loro libro, è vincolato a loro per tutta la durata dell’incarnazione.
L’anima dell’uomo non deve essere legata se desidera progredire nella Luce. Arrendersi alle forze nere implica la sospensione della Luce. L’uomo è ostacolato soltanto dalle catene dell’oscurità e del disordine. Quindi deve diventare Luce ed ordine.
La Fratellanza Nera tenta sempre di demolire la persona che ha raggiunto uno sviluppo durante il cammino di Luce, perché ha già consolidato i poteri. È per questa ragione che una persona molto evoluta deve resistere più di una persona poco o per niente evoluta. Più si impara sulla Luce, paradossalmente, e si sa delle manipolazioni del disordine e più si è stimati dalla Fratellanza Nera. È necessario migliorare ragione ed equilibrio affinché possiamo distinguere l’Oscurità dalla Luce, l’Ordine dal disordine, nelle parole di chi viene da noi. Solo superando gli ostacoli e con continui sforzi si raggiungerà l’obiettivo.
In opposizione alla Fratellanza Nera c’è la Loggia Bianca, che si sforza continuamente di liberare gli uomini dal disordine e di respingere i poteri della Fratellanza Nera. Se il ricercatore ha veramente desiderio di Luce e non di potere, la Loggia Bianca si porrà tra lui e la Fratellanza Nera, perché ha molto più potere di questa ultima. Eppure ai Neri è concesso esistere, perché fanno parte dell’Oscurità che l’uomo deve superare. La lotta tra le forze della Fratellanza Nera e la Loggia Bianca è iniziata al principio di tutto. I Maestri ed i Grandi Adepti della Loggia Bianca usano il potere del Sole risvegliato nell’uomo per sostenere e proteggere. I Figli della Luce – quelli che non hanno mai perso la loro unione originale – sono anche custodi dell’uomo, il loro fratello. Sono custodi dei segreti che allontanano l’Oscurità e che sono concessi a chi percorre la via alla maestria.
Chi desidera essere un maestro, deve imparare la maestria delle Leggi che regolano la manifestazione. Deve conquistare la paura e camminare impavido nel sentiero della Luce.
Thoth mette a disposizione i segreti concernenti l’opera della Legge di protezione. Solo conoscendo, potete acquisire.
Dovete usare la conoscenza data, altrimenti tutto è inutile. Molte delle vibrazioni che sembrano negative, in realtà, appartengono al vostro stesso sé, e non sono causa di condizioni esterne. La mancanza di equilibrio mentale spesso dipende dal sorgere di tali pensieri negativi, che percepiamo come se veramente operassero su noi entità o forze esterne.
Applica la Luce della ragione all’inquietudine, cercando di capire se è interiore o no. Se è interiore avvia una vibrazione dalla pineale e dirigila ad onde irregolari in tutto corpo. Cioè, manda la prima onda, conta uno, mandane un’altra, conta tre, un’altra onda, poi due e così via.
Dopo averlo fatto per un po’, avviala con onde regolari in questo modo: manda l’onda, conta uno, un’altra onda, due e così via.
Se analizzando, capisci che si tratta di una forza esterna, devi andare in una stanza buia e fare un cerchio intorno a te, non chiudendo il cerchio finché non ne sei all’interno, e segui la formula data da Thoth.
La formula è valida per te stesso come per altri.
Il potere dato può essere usato.



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